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L’attuale Governo ha deciso di uccidere il nostro Stato. Ha deciso di mettere tutte le principali istituzioni l’una contro l’altra.

Sulla vicenda Englaro il Governo ha fatto l’unica mossa che i politicanti sanno fare: “simulare” un decisionismo con il decreto legge, che invece scarica sul Presidente della Repubblica la responsabilità della situazione.

Visto che questo Governo ed il Parlamento non sono capaci di fare una legge sul testamento biologico e visto che sembra essere il Presidente della Repubblica il nostro unico riferimento, perchè non mandiamo a casa tutto il governo?

Sto seguendo con grande difficoltà la vicenda di Eluana Englaro, perché mi ci riporta tutti ad un triste presente, nel quale la società attuale ha perso totalmente la ragione.
Apprezzo moltissimo il comportamento del padre che in questi anni non ha fatto nessuna sceneggiata, ma ha tentato semplicemente di spiegare e di raccontare cosa la figlia avrebbe voluto per se.
È altrettanto apprezzabile come il padre abbia fatto quello che tutti noi dovremmo fare in uno Stato laico, cioè rivolgersi allo Stato stesso: “Caro Stato, mi trovo a voler portare avanti le indicazioni i mia figlia, ma le attuali leggi non lo consentono. Ditemi voi cosa devo fare”.
Lo Stato, con grande coraggio, ha risposto alle esigenze di un suo cittadino, emettendo una sentenza difficile, molto difficile. Ma facendo qualcosa.

Trovo invece che, ancora una volta, sia vergognoso e deprimente il comportamento della nostra classe politica, che ha esclusivamente utilizzato questo “caso” per fare un ulteriore passaggio televisivo.
In questa vicenda tutti hanno fatto qualcosa, tranne la casta politica che invece di sbeffeggiarsi sugli sbarramenti elettorali o intrattenersi con litigi da pianerottolo avrebbe dovuto o dovrebbe, visto che può ancora, fare quello che è deputata a fare: LEGIFERARE. Se non sono capaci, se non se la sentono, possono anche andare a casa perché non sono idonei al ruolo che ricoprono.

Si perché in Italia manca una legge chiara sul testamento biologico, cioè sulla possibilità che ognuno di noi, come dispone dei suoi averi, possa disporre del suo corpo e della sua vita qualora si dovesse trovare in situazioni simili a quelle di Eluana.
Il testamento biologico avrebbe due funzioni fondamentali. Innanzitutto consentirebbe ad ognuno di noi di esprimersi in base a quello che è stato il suo pensiero da cosciente, in modo tale che il trapasso dalla vita alla morte possa essere coerente con quello che abbiamo nel cuore e nel cervello.
Ma la seconda funzione, della quale poco si parla, è quella di togliere una responsabilità immensa ai familiari, che invece si troverebbero a dover prendere delle decisioni che peserebbero per tutta la loro vita.
Poter esprimere liberamente la propria opinione anche in questo caso specifico è una questione di libertà, non richiesta ma dovuta in uno stato laico, e di rispetto verso coloro che ci circondano.

Però già oggi, seppur in forma diversa da quella che una legge potrebbe regolarizzare, è possibile esprimere le proprie volontà biologiche, tramite una scrittura privata che nomina degli incaricati. Una persona a me molto cara lo ha già fatto e mi ha reso partecipe di questa sua scelta.
Io farò altrettanto a breve: nel 2005 ho rischiato di morire o di rimanere seriamente leso in un incidente in mare e da allora ho pensato spesso a quello che i miei familiari avrebbero dovuto passare qualora non fossi moro.

Oggi è il 5 febbraio 2009. Non sappiamo ancora come volgerà l’esistenza di Eluana e nessuno di noi ha diritto a questionare le scelte fatte. Io la voglio comunque ringraziare per la forza che ci ha trasmesso, anche soltanto attraverso le parole riportate dal padre.

Mentre sfogliavo distrattamente un free-press, ho letto una notizia di cronaca “Madre decide di portare avanti la gravidanza anche se l’ecografia ha evidenziato due gemelli siamesi dicefali”.
Anche se può sembrare chiara così, proviamo a descrivere: si tratta di un bambino con un corpo, con due sole gambe, con due sole braccia ma con due teste completamente formate.
In altre situazioni ho cercato di calarmi nei panni di chi deve prendere decisioni di questo tipo ed ho sempre pensato che non è possibile simularle dall’esterno.
Ma non posso evitare di riflettere su una notizia del genere. Non posso evitare di pensare a quale può o deve essere il limite tra la vita, la morte, l’egoismo, l’altruismo.
Perché si decide di andare avanti in una gravidanza contro il parere dei medici e contro la logica? È veramente un gesto d’amore? È sul serio quello che avrebbe voluto un Dio?
Io non so quale è il limite. Ma mi pongo sicuramente la domanda: come sarà la vita di questi due gemelli? Saranno realmente felici?
Chi ci può dare queste risposte?

Il Venerdi di Repubblica del 12 settembre ha un articolo sui Premi Nobel. Da una parte ci sono le testimonianze di una serie di Premi della Letteratura, che raccontano come dopo il Premio la loro vita sia cambiata, loro malgrado. I tanti inviti, gli articoli ed i servizi fotografici, la pressione da parte di editori e lettori, hanno cambiato le loro abitudini.
Mi sembra una riflessione profonda, chi lo avrebbe mai detto? Vinci il Premio Nobel, lo vai a ritirare ed il giorno dopo torni ad essere un perfetto sconosciuto in una società dove anche chi fa volare un aquilone dall’altra parte del mondo, viene “taggato” sul Web.
Ma l’articolo prevede altre sorprese: le vendite dei libri di un Premio Nobel quadruplicano, come nel caso di Naipaul, premio per la letteratura del 2001.
L’ultima chicca riguarda le performance dei Premi Nobel: una volta ricevuto il premio, ci hanno messo anni a tornare allo stesso livello ed in molti casi non ci sono riusciti. Mi sembra una ovvietà: il Premio Nobel viene dato per qualcosa di incredibile o rivoluzionario, come le teorie economiche o come le ricerche scientifiche, o per qualcosa di talmente bello, come nel caso della letteratura, da essere inarrivabile. Per sua stessa definizione rappresenta un apice di un percorso umano o scientifico, che quindi difficilmente potrà essere ripetuto dalla stessa persona.
Non so se l’articolo sia stato un ripiego in assenza di altro o sia stato stravolto in fase di revisione, ma forse si poteva trovare un taglio più interessante.

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