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Ce l’ho fatta! Domenica scorsa per la prima volta ho corso una gara di dieci chilometri in meno di un’ora! Sono contentissimo, ma che fatica…non fisica ma psicologica.
Si perché a metà gara sono arrivato tranquillo, girando ai cinque chilometri perfettamente in media per raggiungere l’obiettivo finale.
Ma poi inizia la lotta tra il cuore ed il cervello, tra il ragionamento e le emozioni…”Beh, se sono arrivato ai cinque cosi’ fresco posso allungare per fare un ottimo tempo”….”Si ma se allungo e poi non ce la faccio non raggiungo nemmeno l’obiettivo primario”…”Si ma se allungo posso capire i miei limiti”….”Si ma sei alla terza gara soltanto e li puoi capire anche fra un mese”.
Che fatica, sul serio. Però sono contento.
Voglio ringraziare gli amici dell’Astro Spqr, la società dove sono iscritto, perché mi sono stati molto vicini all’esordio con loro.
Alla prossima!
Recentemente in una libreria ho visto il libro sulla vita di Pistorius e purtroppo mi è passato per la testa che la sua sia stata tutta un’operazione mediatica e nient’altro.
Diverso tempo fa avevo già scritto sull’argomento esprimendo il mio parere negativo sul suo operato. Sebbene io sappia che le battaglie sono fatte anche attraverso simboli, nello sport contano soprattutto le regole del gioco e Pistorius ha violato quella fondamentale: non aveva i requisiti per la sua battaglia.
Pistorius non sarà alle Olimpiadi solo ed esclusivamente perché non ha fatto il tempo minimo richiesto per andarci.
Qualcuno dirà “poco importa, quel che resta è il simbolo di una richiesta di eguaglianza”. Ebbene no, perché proprio questo atteggiamento fa venire meno l’eguaglianza: vuoi essere un’atleta? Vuoi gareggiare con i normodotati alle Olimpiadi? Devi essere uguale a loro quantomeno nel cronometro.
Qualcun altro dirà “Peccato, non ha fatto il minimo per pochi centesimi di secondo”. Ci sono atleti che si allenano per anni solo per limare qualche centesimo di secondo dai loro record personali.
Forse, e dico forse, se Pistorius avesse rinunciato a qualche intervista, a qualche passaggio televisivo, a qualche serata d’onore, in favore di un maggiore allenamento…avrebbe fatto veramente la storia.






