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Potrebbe sembrare il solito attacco qualunquista ma non lo è. La definirei l’ennesima arrabbiatura di un innamorato della comunicazione e dell’informazione.
La RAI è ufficialmente allo sbando, senza guida, senza consiglio di amministrazione. Ma no, quello succedeva qualche mese fa, ora ci sono tutti gli organi di gestione. Formalmente. Perché nella pratica non esistono, ogni decisione viene presa trasportati da un fiume in piena e non secondo un piano industriale.
Il 31 luglio è scaduto il contratto tra la RAI e SKY, che consentiva a quest’ultima di trasmettere sul satellite i canali aggiuntivi come RaiSAT. Nonostante un’offerta sostanziosa da parte di SKY, la RAI ha scelto di non accettare il rinnovo e di procedere per altre strade.
Quali? La prima è quella del digitale terrestre che diventerà in futuro la piattaforma principale ma che ad oggi è ancora in piena confusione.
La seconda è una alleanza con Mediaset, in teoria il suo concorrente principale, per fare concorrenza sul satellite proprio a Sky. Waterloo è sempre più vicina. Perché questo è realmente quello che accadrà:
- da mesi si ipotizza questo mancato rinnovo e Sky, come azienda che vive nel mercato, si è mossa per tempo;
- il mancato rinnovo con la RAI significa che Sky può prendere quei soldi stanziati ed investirli in altro, ad esempio suoi canali prodotti autonomamente, portandolo non solo ad avere un’offerta più robusta ma anche ad essere indipendente dal resto del mercato;
- la RAI perde intanto un’entrata importante, che va ad aggravare un bilancio sempre sofferente;
- la RAI inoltre è rimasta imbrigliata nel solito rinnovo epico del suo consiglio di amministrazione e non ha preso decisioni strategiche per il futuro, ma ha vissuto sugli eventi che l’agenda quotidiana gli ha presentato.
Facendo due rapidi calcoli, nel breve e medio periodo chi avrà perso da questa mossa?

L'Oasi del Lago di Penne
Il sistema delle Oasi WWF è il più importante progetto di difesa della natura: si chiamano Oasi, perché sono vere e proprie roccaforti di biodiversità in mezzo all’incuria, alle discariche abusive e a tutto ciò che distrugge la natura. Ci sono aree che senza il WWF oggi non ci sarebbero più, che abbandonate al degrado e sottoposte a caccia e sfruttamento sono tornate a vivere.
Come ogni anno torna la Giornata delle Oasi, giunta alla XIX edizione, che quest’anno si terrà domenica 19 aprile, durante la quale si possono visitare questi veri e propri angoli incontaminati. È l’occasione giusta per mostrare ai bambini le meraviglie della natura ma più in generale di passare una giornata anche tutti in compagnia.
Molte le iniziative messe in campo per la grande campagna per le Oasi che proseguirà fino al 2 maggio, con la maratona per le Oasi su Radio DEEJAY, la nuova carta di credito UniCreditCard WWF e la collaborazione con Epson per “Le previsioni della natura” sul sito www.meteo.it.
Evento centrale della giornata all’Oasi di Burano, la “madre” di tutte le Oasi fondata per prima oltre 40 anni fa e sede della diretta di Ambiente Italia.
Oltre alle 100 Oasi, in via del tutto eccezionale sarà anche aperta al pubblico la Tenuta presidenziale di Castelporziano, vicino Roma: qui si svolgerà un evento conclusivo della giornata con la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
L’attuale Governo ha deciso di uccidere il nostro Stato. Ha deciso di mettere tutte le principali istituzioni l’una contro l’altra.
Sulla vicenda Englaro il Governo ha fatto l’unica mossa che i politicanti sanno fare: “simulare” un decisionismo con il decreto legge, che invece scarica sul Presidente della Repubblica la responsabilità della situazione.
Visto che questo Governo ed il Parlamento non sono capaci di fare una legge sul testamento biologico e visto che sembra essere il Presidente della Repubblica il nostro unico riferimento, perchè non mandiamo a casa tutto il governo?
Mercoledì mattina, o martedì notte per chi preferisce, ho visto in diretta il primo discorso di Obama da Presidente eletto e mi sono commosso per vari motivi.
Per quanto tutti hanno sottolineato come Obama sia stato bravo a non utilizzare la leva razziale in campagna elettorale, questa esiste e ce lo dobbiamo dire chiaramente. E se un uomo di colore, in un paese come l’America che in varie fasi della sua storia ha dato evidenze di razzismo latente, è diventato Presidente, la novità è veramente grande.
Era oltretutto bello vedere come tante persone diverse condividessero questa gioia, questo risultato, questa svolta.
Ma ho ben chiaro perché mi sono commosso: non so se come dicono molti Obama è uno che “la sa cantare bene” o se veramente è quello che sembra, ma mi ha trasmesso una grande consapevolezza del ruolo andrà a ricoprire e delle sue responsabilità.
Non mi sono mai espresso fino ad oggi sulle elezioni politiche americane ma oggi mi sento di voler mettere a fuoco un elemento che il crescere della tensione ha sottovalutato.
È necessario che sia Obama il prossimo Presidente degli Stati Uniti. È assolutamente necessario, con una motivazione molto semplice, quella anagrafica.
Signori miei, non voglio toccare la suscettibilità di nessuno, non voglio passare per un classista superficiale, ma l’età in questa elezione è un fattore determinante.
A me non importa se Obama è democratico, non mi importa nemmeno se è nero o bianco, non mi importa se è un americano di sette generazioni, non mi importa se è sposato o no. Quello che in questa elezione mi interessa è che Obama ha meno di 50 anni.
Questo mondo ha necessità di guardare al futuro con occhi nuovi, gli abitanti di questo Pianeta si devono prendere delle responsabilità importanti sull’ambiente sapendo che loro potranno essere ancora vivi fra 20 o 30 anni.
Mi spiace, forse sarò troppo duro, ma non possiamo più essere governati dai capelli bianchi o tinti di ultra settantenni.
Sono con Obama innanzitutto per questo motivo.





