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fh_logoL’organizzazione Freedom House che studia il livello di democrazia nel mondo anche attraverso la libertà di stampa ed espressione.
Quest’anno l’Italia è l’unico Paese europeo a essere retrocesso nell’ultimo anno dalla categoria dei “Paesi con stampa libera” a quella dei Paesi con “libertà parziale di stampa”.
Immaginate quale può essere la causa? Forse la presenza di un Premier che detiene il maggior gruppo editoriale del Paese e che contemporaneamente controlla le nomine nella RAI? Forse il fatto che questa situazione è UNICA a livello mondiale?

Ovviamente per non smentirci la notizia del declassamento di Freedom House è rimbalzata su tutti i siti e blog del mondo, ma sulle prime pagine dei quotidiani italiani era assente. Addirittura il Corriere della Sera l’ha passata nella sezione “esteri” quasi come se la notizia non riguardasse l’Italia.

Su questa situazione io ho tre commenti.

La concentrazione di potere sull’informazione da parte di Berlusconi è impressionante ma dovrebbe essere ancora più preoccupante come questo è avvenuto: legge Mammì, decreto legge Craxi contro lo spegnimento, tecniche di acquisizione a dir poco borderline, la questione Mondadori. Insomma, non si parla di un piccolo editore che è cresciuto per la forza delle sue idee e basta. Si parla di qualcuno che ha sempre inteso l’informazione come potere e soldi, a costo di qualsiasi cosa.

È incredibile che Berlusconi continui con la solita solfa “Tutta la stampa è di sinistra” o “I media sono assoggettati alla sinistra” o ancora più incredibile “Mia moglie Veronica ha creduto alla stampa di sinistra“.  Ma come può pensare di mistificare così la realtà?
Ha tre canali di proprietà, una piattaforma di digitale terrestre, due quotidiani (anche se tecnicamente Libero non lo è), il più grande editore italiano (Mondadori), una casa di distribuzione cinematografica.

Infine, non scordiamoci che il problema NON è solo Berlusconi. Se le banche ed i grandi imprenditori di questo paese controllano i principali quotidiani, come il Corriere della Sera, è difficile che quest’ultimi possano fare delle vere inchieste. Se la RAI è così permeata dalla politica, è difficile che quest’ultima possa fare scelte contro i politici o che possa avere dei piani industriali che vadano oltre una legislatura.

Si ha l’impressione che l’effetto mediatico di Obama sia già in fase calante, visto che è partita la prima campagna anti-qualcosa.
Tra i primissimi atti del nuovo presidente, c’è stato il piano di riduzione delle emissioni nocive, tramite limiti al consumo delle automobili ed incentivi alla produzione di auto elettriche.
Apriti cielo. Alcuni giornali nostrani si sono affrettati a commentare che il limite è troppo alto, che in Europa esistono auto che da decenni hanno quei consumi, che i provvedimenti dovrebbero essere ben altri.
Mi chiedo dove erano gli stessi giornali quando Bush dichiarava più volte che il protocollo di Kyoto non era utile all’economia americana o perché si inchinano al fascino delle Ferrari, delle Porsche o di tutte le auto che consumano un litro ogni 3 chilometri.
Partiamo da un dato che in Italia è un’utopia: per la prima volta nella storia, forse, un politico appena eletto fa esattamente quello che aveva promesso in campagna elettorale. Stupefacente per un paese come il nostro che ha un Presidente del Consiglio che riesce a smentire quello che lui stesso ha detto il giorno prima.
Invece del dato numerico sul limite di consumo, si dovrebbe porre l’attenzione sull’aspetto educativo del provvedimento: “Americani, non possiamo più fare quello che ci pare, ci vogliono regole per l’ambiente, iniziate a mettervelo in testa”. È un paese di quasi 300 milioni di persone, con lobby di potere fortissime.

E credo che questo messaggio sia già altrettanto forte. Forza Obama, il mondo ti guarda con ammirazione.

L’Osservatorio di Pavia ha distribuito un nuovo studio sul rapporto tra media e politica, nel quale ha analizzato i contenuti dei principali telegiornali in tutta Europa.
Ne è emerso che mentre in tutta Europa in un telegiornale si parla mediamente di politica per il 16/17% del tempo, in Italia questa percentuale sale oltre il 34%, praticamente il doppio.
I più maligni dicono che non serviva uno studio così importante, bastava chiederlo ad un bambino di dieci anni.
I più critici osservano che la politica è importante per costruire un’opinione pubblica ed un senso collettivo di Paese.
Io dico la mia.
Il problema non è nel tempo dedicato alla politica, peraltro eccessivo, ma come questo tempo è speso. I nostri telegiornali sono la passerella dei politici che fanno dichiarazioni su qualsiasi cosa, anche quando la notizia non c’è o quando non è così rilevante da “scomodare” un vice-presidente della camera, un capogruppo del Senato o un Ministro della Repubblica.
Le nostre televisioni sono così condizionate dal potere politico che non possono fare a meno di dare visibilità, anche personale, a coloro che possono poi avere anche un minimo di rilievo nella decisione di una carriera, di una trasmissione o di un palinsesto.
Su questo pesa non solo il clamoroso conflitto di interessi di Berlusconi, ma anche tutta la storia della RAI dove i canali sono lottizzati e le poltrone di rilievo sono spartite quasi secondo il famoso manuale Cencelli.

Chi di voi sa che sono iniziate da oltre una settimana le Para Olimpiadi? Forse in pochi, perché dopo la grande abbuffata sportiva di questa estate, sembra essere calato il silenzio.
Non vorrei che questo post passasse per il classico attacco alla RAI, perché non è solo questo. La RAI c’entra sicuramente, perché forse è proprio servizio pubblico quello di mostrare all’Italia anche questa faccia della medaglia. Certo, è difficile e purtroppo in questo strano Paese si deve fare i conti anche con i ritorni pubblicitari e me le vedo le aziende ad investire milioni di euro di spot durante le paraolimpiadi..Ma sarebbe costato molto fare una finestra di un’ora di diretta la mattina? Oppure fare un breve resoconto di 10-15 minuti al giorno durante al pomeriggio? Credo di no ma sono sicuro che avrebbero avuto un effetto molto importante sulla coscienza pubblica.
Ma è una situazione diffusa: ad esempio ieri l’Italia ha vinto un oro, un argento ed un bronzo, tre medaglie in un giorno. Stamattina il Corriere dello Sport aveva un trafiletto a pagina 23, la Gazzetta dello Sport una pagina dedicata più a Pistorius che all’Italia ed il Corriere della Sera ha una mezza pagina con un taglio politico, su un possibile “boicottaggio” bianco da parte dell’Iran.
Perché non c’è un richiamo sulle prime pagine? Perché i nostri atleti delle ParaOlimpiadi non li possiamo conoscere nemmeno in questa occasione?
Ma come detto la mia non è una critica univoca verso la RAI, ma coinvolge ad esempio il Ministero delle Pari Opportunità e le tante associazioni, che fanno un lavoro incredibile a favore dei disabili ma che forse dovrebbero capire quanto può essere importante l’impatto televisivo in queste occasioni.

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