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La notizia è di quelle che non vorremmo leggere: a Catania hanno organizzato uno spettacolo in piazza contro la mafia, chiamato “Arte Nostra” da contrapporre a Cosa Nostra. Hanno partecipato circa duemila ragazzi da tutta la città ma all’ultimo minuto cento di loro non sono scesi in piazza perché….i genitori glielo hanno impedito.
Il sovrintendente del teatro, Antonio Fiumefreddo ha giustamente notato che: “Rispetto ai tempi in cui in piazza non scendeva nessuno, registriamo che oggi sono solo in cento a restare a casa, e per giunta costretti. È una svolta storica“.
Non posso mettere in dubbio le sue parole, che dimostrano anche l’ottimismo in una lotta importante, ma il fatto che cento famiglie hanno preferito evitare che i figli fossero accostati ad una manifestazione anti-mafia.
Dalla cronaca passo ad un commento politico: quando si parla di sicurezza, sono tutti pronti a far prendere le impronte ai bambini rom oppure a parlare di nuove carceri. Quando ci sono le ricorrenze per i morti di mafia sono tutti velocissimi a ricordare la funzione del 41 bis, il regime carcerario per i mafiosi, senza citare che è un provvedimento che interviene a valle della lotta, cioè quando qualcuno viene preso.
Ma realmente, concretamente, quotidianamente…cosa fa la nostra politica per questa guerra? Perché di guerra si tratta, magari non sempre armata, ma una guerra infida, culturale, strisciante.
Dove sono maggiori stanziamenti per i magistrati e le forze di polizia? Dove sono i percorsi facilitati per i processi di mafia? Dove sono le procedure agevolate per l’esproprio dei beni dei mafiosi e il loro riutilizzo per la società civile?
Di questo si dovrebbe parlare quando si parla di federalismo. Perché il sud ha immense risorse economiche bloccate.
Ricordiamoci sempre dei veri eroi.
Da Wikipedia: l’eroe, nell’era moderna, è il protagonista di uno straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di sé stesso, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune.
Di eroi l’Italia ne ha avuto molti, dal Pietro Micca, fino ai recenti Falcone e Borsellino.
Non può passare il messaggio che un condannato per mafia, Dell’Utri, attribuisce ad un altro condannato per mafia, Mangano, il titolo di eroe.
Evito ulteriori commenti, che sarebbero da denuncia per diffamazione.
Gianfranco Miccichè, esponente di forza italia…esponente è un parolone ha rilasciato una dichiarazione incredibile “Chi arriva a Palermo riceve un’immagine negativa, solo incentrata sulla mafia, già dal nome dell’aereoporto che è Falcone e Borsellino“.
incredibile
incredibile
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Questi personaggi devono essere DIMESSI immediatamente. Ma soprattutto, vista la loro storia, non possono permettersi di citare personaggi come Falcone e Borsellino.






