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thyssenkrupp milanoGli studi dicono che ognuno di noi, ogni giorno, è bombardato anche inconsciamente da migliaia di marchi, tra pubblicità e comunicazioni varie.
Ci sono quelli noti, quelli meno noti, quelli curiosi o quelli che non ci colpiscono per nulla. Ce ne sono molti dei quali non ci accorgiamo nemmeno.
C’è un marchio che io non vorrei più vedere in giro perché credo sia una ferita aperta per tutti gli italiani: è quello della ThyssenKrupp, marchio per il quale sono morti alcuni nostri connazionali.
La foto l’ho scattata alla stazione Centrale di Milano, appena rinnovata con scale e tappeti mobili.

Posso arrivare a capire, non troppo, che l’Italia continui d acquistare da questa azienda, ma non posso arrivare a capire come consentiamo di mostrare il loro marchio al pubblico.
Chiedo a Grandi Stazioni, gestore della stazione Centrale, al Comune di Milano ed a coloro che hanno un minimo di autorità in merito, quantomeno di far sparire i marchi.
Molti italiani ve ne saranno grati.

Attenzione a non fraintendermi subito…in occasione della recente aggressione a due turisti olandesi a Roma, Alemanno ha dichiarato “è impossibile rendere sicuro ogni angolo nascosto di una città così grande”. Sono d’accordo con lui. Ma ero d’accordo anche ai tempi dell’aggressione a La Storta o ai tempi dei clandestini nascosti nelle pinete.

La scena del crimine

La scena del crimine

Diciamoci la verità, è impossibile impedire che non accadano singoli fatti di violenza in città da due, tre, quattro milioni di persone. Ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre. Le forze dell’ordine non possono controllare singolarmente ogni cittadino, legale o illegale che sia.
Ma come al solito i politici di tutte le fazioni considerano solo la punta dell’iceberg, la falla più grande ma non i buchini più piccoli, il grido d’allarme ma non il suggerimento prolungato.
Roma e le metropoli devono procedere ad aumentare la sicurezza diffusa, cioè quella sui bambini, sugli anziani, sulle strade, sul controllo dei documenti a tutti, italiani compresi. Devono limitare le aree della città delle quali non si sa nulla, perché è lì che cresce la malavita spicciola o quella organizzata.

Ma rispetto ai due turisti olandesi, ci dovremmo porre anche un quesito: Roma è una città che attira milioni di turisti, come milioni di persone che vengono qui a studiare e lavorare. Dall’Italia come dall’estero. Quante di queste persone arrivano in città e sono disorientate?

Prendiamo un turista straniero: poliziotti e vigili non parlano l’inglese, nelle metro la maggior parte delle info sono solo in italiano, non ci sono strutture informative, non ci sono strutture di alloggio a basso costo (provate a prendere un albergo a Roma…). In pratica: non hanno informazioni necessarie ad abbassare al minimo i rischi.

È su questi argomenti che si dovrebbe lavorare. Gli amministratori e le forze dell’ordine devono creeare insieme ai cittadini quella famosa “rete” di servizi ed informazioni che consente a tutti di vivere quotidianamente in sicurezza e consente a chi non conosce la città di evitare i rischi più grandi.

Esattamente un anno fa, eravamo tutti in piazza o collegati sul Web per il Live Earth, la grande manifestazione voluta da Al Gore per ricordarci che su questa Terra siamo ospiti e non padroni.
Purtroppo abbiamo la memoria corta e nel giro di un anno ci accorgiamo come qualsiasi azione politica, dalle amministrazioni locali come dal G8, abbia un unico sconfitto: l’ambiente.
La settimana scorsa il Municipio di Roma dove abito ha deciso di riaprire una strada in mezzo alla pineta di CastelFusano, per “far defluire meglio il traffico”. Forse la prossima volta asfalteranno un pezzo di mare, con la motivazione che ce ne sta tanto.
Il Comune di Roma, per affrontare un presunto dissesto finanziario, decide di sospendere le domeniche ecologiche: per chi non lo sapesse erano delle bellissime giornate nelle quali alcune aree della città erano totalmente chiuse al traffico, lasciando pedoni, podisti, ciclisti, bambini e nonni liberi di vivere la città.

I "potenti" al G8

I "potenti" al G8

Infine la beffa delle beffe. Il G8 dei parrucconi approva la riduzione delle emissioni entro il 2050. Non è un errore di battitura, entro il 2050, entro 42 anni da oggi. La grande bufala non è nemmeno la data, ma è che nessuno ha mostrato indignazione.
Per assurdo, ammettiamo che il G8 sia l’organismo che racchiude veramente le 8 persone più potenti e più intelligenti della Terra ed ammettiamo anche che il 2050 sia una data ragionevole: ci vogliamo arrivare a quella data o no? Qualcuno se la pone questa piccola questione terrena?

Alemanno è il nuovo sindaco di Roma. Non ne sono felice.

Due settimane fa, prima del primo turno, ebbi parole molto critiche nei confronti di Rutelli, sperando di sbagliarmi. Invece avevo ragione.
Rutelli è venuto ad Ostia per un comizio elettorale sul pontile. Durante il discorso si infervora su un argomento “se verrò nominato sindaco, lavoreremo sulle infrastrutture e sulla viabilità di questo municipio perché cittadini, il problema di questo territorio è che si è costruito troppo rispetto alle strade esistenti”.

….Ma dai?

Rutelli, ma lei non è stato Sindaco di questa città?
Lei e Veltroni non sapete dove e quanto si è costruito?
Ce lo venite a dire proprio a noi che tutte le mattine passiamo le ore sulle strade?

La sconfitta era annunciata, perché tra il Rutelli che nel 1993 andava in giro con il motorino ed il Rutelli del 2008, c’è una differenza abissale, questo è un personaggio che come gli altri non ha più il contatto con la realtà.

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