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Annozero
Ieri sera è andata in onda la cosiddetta “puntata riparatrice” di Annozero richiesta dal consiglio di amministrazione della RAI. Chi conosce Santoro poteva immaginare che non si sarebbe cosparso il capo di cenere, che non si sarebbe prostrato al potere della censura, ma anche i suoi fans più sfegatati credo che non avrebbero potuto mai immaginare quello che hanno fatto.
Tutta la puntata è stata una miscela intrigante di giornalismo vero, perché hanno documentato le “non mancanze” delle puntata precedente, di ironia e di grandissima satira. Una serata intensa, piacevole, fluente e soprattutto corretta.
La Guzzanti alla fine è stata semplicemente epica “Se la tv di Stato ha imparato gli italiani a parlare, le tv di Berlusconi hanno imparato gli italiani a stare zitti“.

La vignetta giudicata "lesiva"
Sembra che in Italia l’unico problema dell’informazione sia Santoro ed Annozero. Ne succedono di tutti i colori, i quotidiani principali sono ridotti a rotocalchi e le televisioni sono identiche l’una a l’altra, ma quando il giovedi c’è Annozero sono tutti attentissimi. Anche se per la verità non è proprio così, se ricostruiamo i fatti.
Giovedi 9 aprile va in onda una puntata che ha per argomento la qualità della prevenzione e dei soccorsi nel terremoto de L’Aquila. Come spesso fa, Annozero esce fuori dal coro dei buonisti e tira giù qualche legnata su quello che non è andato. Come ciliegina sulla torta. Il buon Vauro chiosa con tre vignette toste, di quelle che magari non fanno nemmeno ridere, ma fanno sicuramente riflettere.
La mattina dopo, nessuno commento, si dirà poi che erano tutti concentrati sul terremoto. Poi a scoppio ritardato, dopo qualche giorno arrivano le prime censure da Berlusconi, da Fini, da “Il Giornale” ed anche dall’Arcivescovo de L’Aquila (quasi incredibile questa). Cosa fa la RAI? Difende la libertà di espressione? Difende la cronaca giornalistica del buon Ruotolo? Manco per sogno, chiede di riparare e sospende Vauro.
Se non fosse la verità e se non fossimo in un Paese che ha lasciato la libertà d’espressione in cantina, sarebbe anche comica come situazione. Ed invece non lo è.
Ho provato a riflettere su questi eventi per cercare qualche spiegazione più profonda di quella ovvia ed evidente (Berlusconi vuole solo giornalisti asserviti al potere, etc.). Alla fine non trovandone una ragionevole, ritengo che la migliore sia quella del quotidiano La Stampa che a grandi linee la racconta così: il Governo era in calo forte di consensi, per le poche azioni sulla crisi economica. Da poco sono cambiati i vertici della RAI, direttore e presidente, che necessitano quindi di un po’ di visibilità per rompere con il passato. Arriva il terremoto ed è una buona occasione per entrambi, Governo e RAI, per fare bella figura. Berlusconi è tutti i giorni a L’Aquila ed addirittura chiede agli altri politici di non fare passerelle, mentre la RAI arriva addirittura a spendere un minuto e mezzo di TG per elogiare i risultati di ascolto delle edizioni straordinarie sul terremoto. Tutti raccolgono fondi, aiutando quindi il Governo a non trovarne altri, e tutta l’opinione pubblica tesse le lodi dei soccorsi.
Poi arriva il giovedi e non ci voleva proprio, perché Annozero mostra un’altra faccia della medaglia. Qualcuno ci riflette sopra ed inizia anche a dire che forse Annozero aveva ragione ed escono altri servizi di “contro-informazione”. Si poteva far passare quel rivoltoso di Santoro come una persona ragionevole? Giammai, punizione inferta sulla pubblica piazza!

I soccorsi
Se non ci fossero delle vittime, si dovrebbe veramente dire meno male che ogni tanto c’è il terremoto. Si perché senza eventi di questo genere sembra quasi che in Italia non riusciamo ad accorgerci della verità. Ad esempio quella che riguarda la qualità dei fabbricati: sono passati solo pochi giorni dalla scossa a L’Aquila e sono ormai chiare ed evidenti le responsabilità di chi ha costruito alcuni edifici e di chi li ha resi “abili ed arruolati”.
Ma è veramente necessario attendere un terremoto per accorgerci del fatto che gli immobili pubblici sono costruiti con materiali scarsi, con logiche incomprensibili e con costi superiori alla media?
Ogni tanto siamo convocati a delle elezioni, sempre più inutili viste le liste bloccate: credo che chiunque entri in una scuola anche solo per i dieci minuti del voto si può rendere conto della triste realtà di edifici che dovrebbero essere la culla delle generazioni future. Spesso ci si domanda come mai i ragazzi non abbiano più voglia di andare a scuola…e c’è anche da chiederlo?
Lo stesso vale per ospedali, tribunali o altri luoghi dove lo Stato con la S maiuscola dovrebbe mostrare la qualità. Ma non è così.
Cerco come al solito di essere propositivo: ma non sarebbe il caso di prendere i soldi destinati all’ipotetico ponte sullo Stretto e concentrarli sul rifacimento, o quantomeno sulla messa in sicurezza, degli edifici pubblici esistenti? I costruttori lavorerebbero lo stesso, chi ci deve “mangiare sopra” lo può fare lo stesso, ci metteremo ancora qualche minuto in più ad arrivare in Sicilia ma quantomeno la maggior parte degli Italiani si sentirebbe un po’ più al sicuro. O no?
Stanotte alle 3.32 mi hanno svegliato perché inizialmente non mi ero accorto del terremoto. Poi ho capito subito di cosa si trattava, perché l’ho già vissuto, fortunatamente sempre da “spettatore lontano”. È una sensazione bruttissima, perché sai di non poter fare nulla, capisci di essere in balia totale della natura. Ma ho avuto subito l’altra bruttissima sensazione, cioè che qualcuno lontano da dove mi trovavo, era morto. È stata una sensazione immediata, fortissima, brutta, molto brutta. Ho sentito subito che qualcuno non si era solo spaventato, qualcuno non si era soltanto svegliato di soprassalto, qualcuno non lo avrebbe più raccontato.
Come ogni lunedì ho comprato i principali quotidiani che ovviamente non potevano avere la notizia. Ma la maggior parte delle testate riporta dei trafiletti del tipo “Da dieci giorni scosse in Abruzzo” oppure “Continuano le scosse nei dintorni de L’Aquila, nessun danno, solo un po’ di paura”. Intanto iniziano a scorrere le immagini su Internet, le foto della Casa dello Studente…la casa dello studente? Non c’è più, come non ci sono più alcuni studenti. Ma se i giornali stamattina riportavano di scosse continue, nessuno ha fatto nulla.
Conosco l’Abruzzo abbastanza bene, ci ho passato tante bellissime estati tra le montagne di Scanno e Pescasseroli.
Come stanotte ho percepito subito la tragedia, già so che dovremo recriminare su qualche mancanza di questo Paese.





