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In questa calda estate sembra che alcuni passi importanti per riportare lo sport nelle scuole si siano fatti. È notizia di un incontro tra i rappresentanti del CONI, compresi alcuni atleti ed ex-atleti, ed il Ministro Gelmini proprio su questo tema.
Questo è un argomento scottante per tutti gli appassionati dello sport, anche se spesso il Coni tende a focalizzare l’attenzione sulla necessità di costruire un percorso che poi possa portare a risultati sportivi nelle massime competizioni.
Sebbene questo sia un obiettivo importante, perché le vittorie sportive sono immagine per una nazione oltreché elemento aggregante, lo sport deve diventare un elemento fondamentale ed irrinunciabile nella formazione di un individuo.
Esistono nazioni come l’America nelle quali far parte della squadra del liceo o dell’università è importante tanto quando una qualsiasi altra materia. Esistono nazioni come la Russia e la Cina che hanno portato forse all’estremo l’importanza dello sport, utilizzandolo come strumento politico. Altre nazioni come la Spagna hanno avuto nello sport uno dei traini per la crescita civile ed economica di tutto il Paese.
In Italia invece è visto come un’alternativa o ancora peggio come un optional. Senza considerare che da noi esiste un ulteriore livello di scrematura, perché prima c’è l’alternativa calcio o danza, considerati non come attività sportive ma come modello di vita ed opportunità di guadagno, poi magari c’è la remota ipotesi di far fare un altro sport ad un bambino.
Lo sport insegna ad avere obiettivi, insegna il sacrificio, dovrebbe insegnare anche la capacità di saper perdere ed il giorno dopo ricominciare subito con maggiore grinta di prima. A tutto questo c’è da aggiungere che una popolazione più allenata è più sana, produce di più sul lavoro, costa di meno al servizio sanitario nazionale.

La 3-3 di Madonna di Campiglio è una delle piste da sci più famose del mondo, con il mito del “muro” finale dall’elevata pendenza. Stavolta la vedo in versione estiva, ma la pendenza dell’ultimo tratto è comunque ben visibile!

Federica Pellegrini ai Mondiali di Roma

Federica Pellegrini ai Mondiali di Roma

A Roma si sono chiusi i Mondiali di Nuoto. Era un evento atteso da anni perché avrebbe dovuto rappresentare una pietra miliare nella storia delle manifestazioni sportive. Una città dal fascino unico come Roma era designata ad ospitare una manifestazione con elementi di modernità e tecnologia assoluti.
Non mi sarei atto scappare per nulla al mondo l’occasione di andare a vedere le gare ma sono sotto aiutato dal fatto di doverlo fare per lavoro.
Ho visto diversi eventi sportivi, da Olimpiadi a Mondiali. Ho partecipato a tanti eventi con grande affluenza di pubblico, come le fiere. Ed il mo giudizio è implacabile. Questi Mondiali verranno ricordati solo ed esclusivamente per due motivi: per gli atleti, che hanno dato il massimo, e per Roma, una cornice unica per questo tipo di manifestazioni.
Tutto il resto è da scordare, anzi è da ricordare solo per tenere a mente cosa non si dovrebbe fare in occasioni del genere.
Fuori dalle gare ho sentito molti spettatori ed i commenti erano unanimi: se non ci fossero stati i record, o le medaglie egli azzurri, o personaggi come Pellegrini, Phelps e Cielo, avrebbero avuto ricordo di un’esperienza pessima.
Si perché il Foro Italico è uno dei luoghi più belli al mondo per lo sport, ma è irraggiungibile. Si perché i Poli Natatori periferici che avrebbero dovuto ospitare le squadre non li abbiamo finiti in tempo: questo significa che anche i fan non hanno potuto avere, al di fuori delle gare, un rapporto quotidiano con i loro idoli. Si perché gli addetti, i famosi volontari, erano impreparati e scontrosi, incapaci di darti delle indicazioni, figurati di darti una mano in caso di necessità. Si perché addirittura i pezzi pregiati del merchandising, come le mascotte, sono finiti ben prima del tempo, costringendo i fan a farseli mandare a casa con ulteriore addebito di spese.
A pochi giorni dalla fine, i responsabili della federazione e del comitato, ometto i nomi ma sono ben noti a tutti, hanno proseguito questo scempio continuando a rinfacciarsi responsabilità o ad accaparrarsi meriti difficilmente identificabili. Alla fine, la salvaguardia della propria poltrona sembra essere più importante di qualsiasi altro aspetto. Che tristezza.

Ai Campionati Mondiali di nuoto a Roma si i rinnova la sfida nei 100 farfalla tra Michael Phelps ed il serbo Cavic dopo l’incredibile finale alle score Olimpiadi di Pechino. Anche in questa occasione vince Phelps riprendendosi il record del mondo

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