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Come tutti i venerdì, dopo la puntata della sera precedente di Annozero, inizio una serie di riflessioni non tanto sulle polemiche che regolarmente si innescano, ma sullo stato dell’informazione. Da stamattina però c’è un dubbio in più: o la banda di Santoro è formata da maghetti, che pescano fuori dei conigli dal cilindro, oppure usano dei strani sistemi che nessuno conosce.
La puntata era incentrata sulla vicenda di Piero Marrazzo, ex-governatore della Regione Lazio, coinvolto in un video hard insieme a dei transessuali. È passata una settimana esatta da quando è uscita la prima notizia e si sono susseguite una serie infinita di versioni da parte di tutti i partecipanti a questa vicenda. Se questo può essere normale, soprattutto quando si raggiunge un livello così elevato di delicatezza, ad un certo punto dovrebbero però uscir fuori le notizie, i fatti, i dati, le informazioni: cioè tutto quello che è oggettivo, tangibile e sul quale si possono fare delle valutazioni. Nulla di nulla.
Sette giorni interi di “se”, di “ma”, di “forse”, di “ancora non si sa”, di “vedremo”. Poi arriva il giovedì, ore 21.10 e succede qualcosa di incredibile: su RAI2 arrivano delle informazioni, delle notizie, sulle quali ognuno si può fare la sua opinione. Si scopre che questo video era in giro da luglio, che per alcuni mesi è stato oggetto di trattativa con diversi editori, compresi gli Angelucci che visti i loro interventi economici nella sanità laziale avrebbero potuto avere ben altri interessi che quelli strettamente editoriali. Abbiamo saputo anche che Berlusconi è stato informato molto tempo prima dell’esistenza di questo video, abbiamo saputo molto sul giro di frequentazioni di attori, politici e vip di ogni genere.
Durante la puntata sono stati delineati perfettamente quali sono, se ci sono, gli eventuali reati dei quali al momento nessuno, Marrazzo compreso è imputato. Come sono stati delineati altrettanto perfettamente quali sono le incombenze etiche e politiche di uomini pubblici, esattamente come è stato fatto per le vicende del Premier.
Al di là del taglio giornalistico tipico di Annozero e della squadra di Santoro, per la prima volta ci sono stati fatti, derivati da interviste con persone reali, da prove documentate e non da semplici illazioni o “sarebbe”.
La domanda torna quindi lecita: come mai tutte le altre redazioni sono state imbambolate per una settimana intera? Annozero usa tecniche investigative ignote ai più oppure ha dei maghi all’interno della squadra?
La domanda, ovviamente polemica, spera di trovare risposta per il bene dell’informazione.
In molti dicono, e forse è vero, che agli italiani non interessa nulla della “casta”, del “conflitto di interessi”, dei “superdiritti della politica”. Se è così, e me ne dispiacerebbe molto, è forse perché la maggior parte di noi non si rende conto di come questi vizi siano più quotidiani e reali di quello che si possa immaginare.
Stamattina ero sull’autobus e sui display circolava un messaggio: “L’ATM, azienda di trasporti di Milano, ricerca conducenti per autobus”. Ottimo, nuovi posti di lavoro. Poi c’è il dettaglio della richiesta: disponibilità a turni a rotazione notturna e festiva, godimento dei diritti civili, assenza di carichi penali o procedimenti penali in corso.
Non mi servono nemmeno due fermate di autobus per riflettere su quanto è strano questo Paese. Per accedere ad un lavoro da 1.200 Euro al mese, per il quale devi anche fare i turni, devi essere un cittadino modello.
Poi invece per essere onorevole, senatore, ministro della Repubblica o addirittura Presidente del Consiglio, tutto è ammesso. Se hai una sentenza penale non puoi entrare come dipendente a 1.200 Euro al mese, ma puoi diventare un parlamentare con 15.000 Euro al mese e tutto il potere che ne consegue. Il caso più evidente, anche se non è l’unico, è quello di Marcello dell’Utri: in un processo per associazione mafiosa viene condannato in primo grado a nove anni mentre era parlamentare. Non solo non si dimette, ma addirittura viene nuovamente candidato nella successiva legislatura, con elezione sicura grazie alla legge elettorale con liste bloccate. Da quella posizione di parlamentare non solo gode di diritti e privilegi che nessun altro dipendente con una sentenza penale potrebbe avere, ma addirittura sarebbe anche nella posizione ideale per reiterare il reato del quale è accusato e condannato in primo grado.
Ad un cittadino con famiglia, figli e magari un mutuo da pagare, che perde il lavoro e non riesce a ritrovarlo, magari perché in passato ha commesso un piccolo errore che gli ha causato una condanna, chi glielo spiega che la “casta” non esiste?
Mi piace l’espressione che Di Pietro usa spesso per spiegare le incongruenze di questo Paese “Si tende a guardare il dito ma non la Luna”. È quello che continua ad accadere per le vicende personali del Presidente del Consiglio attuale, coinvolto in una serie di frequentazioni quantomeno discutibili.
Tutti continuano a guardare l’aspetto più morboso della vicenda, che probabilmente il Premier si appartava con ragazze di ogni età per passare del tempo in allegria.
Provo ad identificare i punti che compongono la “mia Luna” su questa vicenda:
- chiunque è libero di comportarsi come crede, all’interno delle leggi e del rispetto altrui. Non un Presidente del Consiglio che poi detta una linea politica ed anche morale di un Paese, ad esempio sostenendo il Family Day, oppure la santità del matrimonio rispetto alle coppie di fatto, oltretutto da divorziato;
- un Presidente del Consiglio non dovrebbe mentire al suo Paese, cosa che sta accadendo continuamente con questa vicenda e con molte altre passate. Ci sono riscontri evidenti, dichiarazioni discordanti e fatti accertati, mentre il Presidente continua imperterrito a cambiare versioni o ad addossare la colpa a giornalisti anche quando ci sono delle registrazioni video chiare;
- Un Presidente, come un parlamentare o qualsiasi altra alta carica dello Stato, dovrebbe tenere una condotta tale da non poter essere ricattato né da un punto di vista istituzionale né da un punto di vista personale. È strano che questo Presidente abbia sempre frequentazioni dubbie, dallo stalliere di Arcore, a massoni, ad imprenditori che girano con escort al seguito;
- infine non mi è chiaro perché se dei tifosi vedono un calciatore della loro squadra in una discoteca fino alle quattro di mattina si arrabbiano ed in questo caso nessuno si arrabbia che un Presidente del Consiglio prima e dopo momenti cruciali per la vita del suo Paese ha fatto le ore piccole in festicciole ed altri passatempi.
Ce ne sarebbero altre, ma credo che siano già sufficienti quantomeno a far indignare i cittadini di questo Paese: invece la maggior parte è contenta di avere un Presidente che gira con belle donne e fa i festini.
Potrebbe sembrare il solito attacco qualunquista ma non lo è. La definirei l’ennesima arrabbiatura di un innamorato della comunicazione e dell’informazione.
La RAI è ufficialmente allo sbando, senza guida, senza consiglio di amministrazione. Ma no, quello succedeva qualche mese fa, ora ci sono tutti gli organi di gestione. Formalmente. Perché nella pratica non esistono, ogni decisione viene presa trasportati da un fiume in piena e non secondo un piano industriale.
Il 31 luglio è scaduto il contratto tra la RAI e SKY, che consentiva a quest’ultima di trasmettere sul satellite i canali aggiuntivi come RaiSAT. Nonostante un’offerta sostanziosa da parte di SKY, la RAI ha scelto di non accettare il rinnovo e di procedere per altre strade.
Quali? La prima è quella del digitale terrestre che diventerà in futuro la piattaforma principale ma che ad oggi è ancora in piena confusione.
La seconda è una alleanza con Mediaset, in teoria il suo concorrente principale, per fare concorrenza sul satellite proprio a Sky. Waterloo è sempre più vicina. Perché questo è realmente quello che accadrà:
- da mesi si ipotizza questo mancato rinnovo e Sky, come azienda che vive nel mercato, si è mossa per tempo;
- il mancato rinnovo con la RAI significa che Sky può prendere quei soldi stanziati ed investirli in altro, ad esempio suoi canali prodotti autonomamente, portandolo non solo ad avere un’offerta più robusta ma anche ad essere indipendente dal resto del mercato;
- la RAI perde intanto un’entrata importante, che va ad aggravare un bilancio sempre sofferente;
- la RAI inoltre è rimasta imbrigliata nel solito rinnovo epico del suo consiglio di amministrazione e non ha preso decisioni strategiche per il futuro, ma ha vissuto sugli eventi che l’agenda quotidiana gli ha presentato.
Facendo due rapidi calcoli, nel breve e medio periodo chi avrà perso da questa mossa?

Totti onora Maldini
Ieri sono stato un po’ a casa e pur non essendo un tifoso di calcio sapevo che sarebbe stata l’ultima a San Siro di Paolo Maldini. Come sapranno i pochi affezionati a questo blog, me ne frego del calcio, lo considero veramente poco, ma tengo molto allo sport e agli sportivi.
Paolo Maldini è sempre stato un esempio: longevità, serietà, classe. Mai una parola fuori posto, mai una lamentela, mai qualcosa che potesse incrinare una carriera spettacolare.
In mondovisione, la curva milanista l’ha criticato, l’ha denigrato, l’ha sbeffeggiato. Sono semplicemente degli idioti che non hanno altro modo per dare un motivo alla loro esistenza. Sono conscio che il calcio e tutto quello che accade in uno stadio non è più lo specchio della società ma la sua degenerazione, ma siamo arrivati all’inverosimile. Qualsiasi contestazione è legittima, se si offre il diritto di replica. Fare un’azione del genere all’ultima gara a San Siro, significa essere solo dei vigliacchi.
È ancora più surreale che tutto questo sia accaduto davanti alla Roma, squadra ospite, che indossava una maglia speciale per Maldini.
È sconcertante che il Milan non abbia mandato due addetti a rimuovere gli striscioni: capisco che non vengono rimossi nemmeno quelli razzisti…
Infine, mi sembra incredibile che il Presidente Berlusconi NON abbia partecipato alla festa dopo partita per Maldini. Dopo 24 anni di militanza milanista, forse più di molti suoi dirigenti d’azienda, poteva dedicare del tempo al Capitano. Forse c’erano poche donne invitate?
Grazie Paolo.





