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La maglietta con la frase della Bindi

Come molti sono stato spettatore in diretta di una delle battute più felici della storia politica italiana. Rosy Bindi a Porta a Porta, attaccata da Silvio Berlusconi, risponde che “non sono una donna a sua disposizione”, rivendicando una posizione di indipendenza ed alludendo chiaramente all’affaire escort del Premier.
Come nelle migliori rappresentazioni teatrali, una buona battuta deve esser lanciata da una “spalla” ed in questo caso Berlusconi ha offerto un assist eccellente alla Bindi.
Oltre a fare ancora una volta gli onori alla Bindi per l’eccezionale freddezza, mi sono interrogato più volte rispetto a dibattito che si è aperto sulla posizione delle donne nella nostra società.
Come spesso mi accade, resto in bilico tra due posizioni, quasi interdetto dal mondo nel quale stiamo vivendo.
Le donne hanno assolutamente ragione. Ci sono ancora degli atteggiamenti nei loro confronti che sono quantomeno irriguardosi, se non discriminanti o addirittura razzisti. Non sono un sociologo quindi non so se dipende ancora dai retaggi culturali, oppure dal flusso di ormoni che invade un uomo al cospetto di una donna, oppure dalla voglia del maschio di dominare la specie. Ma è certo che ci stupiamo ancora se una donna diventa direttore di un giornale o amministratore delegato di un’azienda o primo ministro di un paese. E questo stupore è l’indicatore di una situazione insostenibile.
Non credo che ci sia un’altra faccia della medaglia in questo caso, forse l’unica è il mio scoramento nel dover registrare questa situazione.