Da qualche giorno sulle varie reti gira uno spot dell’Alitalia: si vedono foto in bianco e nero di personaggi che hanno utilizzato gli aerei, creando un collegamento con la storia dell’Alitalia.
Ma è una scelta idonea? Qui non si capisce più nulla.
Da una parte, la CAI cerca di far capire a tutti che la “nuova Alitalia” è una compagnia diversa, che punterà all’efficienza, al servizio ed anche agli utili per gli azionisti. Non sarà più il carrozzone di prima, la compagnia della quale tutti erano scontenti.
Dall’altra usano una comunicazione di continuità, puntando sul fatto che l’Alitalia di oggi è la stessa degli anni 50 e 60, come se quella storia potesse evocare nei passeggeri ricordi indimenticabili.
Purtroppo io sono un passeggero degli anni 90 e 2000 ed il mio ricordo sono i prezzi esorbitanti dei biglietti o la compagnia di bandiera che mi lascia a terra all’estero per non si sa quale sciopero.
La mia visione attuale è l’impossibilità di prendere un aereo Roma-Milano senza pagarlo tre volte quello che pagavo fino a qualche mese fa, per via del monopolio che garantisce la tratta. La mia visione è quella di un’azienda che si è trovata in mano un valore che non le spettava, che firma contratti indecenti con i dipendenti, che continua a cancellare voli come se niente fosse.
Io non so se quella di oggi è la stessa Alitalia di ieri, ma sicuramente non volerò Alitalia fino a che questa situazione non rientrerà nella normalità.