Il provincialismo e l’approssimazione che permea il nostro Paese è ormai a livelli insostenibili e la conferma si è avuta recentemente con la presentazione dei dati ISTAT sul PIL. In Italia siamo al -5,9%, preoccupante è a dir poco, se non fossimo in buona compagnia della Germania e di altri colossi economici. Questo dato è però preoccupante se viene letto sul medio termine, cioè anche se i prossimi trimestri fossero eccezionali, e non si vede come, l’Italia chiuderebbe quest’anno comunque in negativo.
Con una prospettiva del genere ci siamo dovuti sentire la dichiarazione del Presidente del Consiglio “Il peggio è passato, vediamo segnali di miglioramento”. Già presa da sola, segnerebbe la salute mentale del premier, ma ancora più aberrante è stato l’approfondimento “Ho sentito diversi amici imprenditori e tutti mi hanno detto che ci sono segnali di ripresa”. Ma questo è un dato scientifico-economico attendibile? Non è stata fatta nessuna analisi sull’andamento? Il ministro Scajola è ancora in ferie perenne da alcuni anni o è al suo posto di lavoro?
Mi stupisce ancora di più il Premier, notoriamente imbrigliato i dati statistici di ogni tipo, dai sondaggi sul suo gradimento ai processi in corso, che si ostina a non vedere un dato così netto.
Io sono preoccupato per il mio futuro, ma la preoccupazione non deriva dalla attuale crisi economica, perché quella prima o poi passa. Sono preoccupato dall’essere nelle mani di questi personaggi, che ci portiamo avanti da decenni e che rischiano di non passare mai.