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Fedele Confalonieri

Fedele Confalonieri

La puntata di Report di domenica 22 marzo sarà una delle tante tacciate di militanza politica o di attacco alla persona di Berlusconi. Si è ripercorsa tutta la vicenda delle frequenze televisive, della loro assegnazione e dello scippo delle stesse operato a danno di Europa 7, che dal 1999 avrebbe diritto a poter trasmettere sul territorio nazionale. Peccato che non lo possa fare perché le sesse frequenze sono utilizzate da Rete 4 (Mediaset) che ha perso la gara per la concessione, che ha goduto di alcuni decreti firmati dallo stesso Berlusconi e che le occupa ancora illegittimamente.
In questa vicenda tragicomica, che fa ridere tutta l’Europa e per la quale rischiamo una multa pesantissima, spiccano personaggi noti ma dal discutibile spessore intellettuale, come Oscar Mammì e Maurizio Gasparri giusto per citarne due.
Ma reputo incredibili le parole di Fedele Confalonieri di Mediaset, che ritiene tutto questo una mossa politica contro Berlusconi.
Su questo faccio un ragionamento.
Berlusconi ha occupato una prima volta le frequenze senza pagarle, tanto è vero che il pretore chiese l’oscurazione, sulla quale intervenne Craxi con il famoso decreto.
Ha occupato le frequenza illegittimamente una seconda volta, da quando Rete 4 nel 1999 ha perso una gara pubblica per la concessione.
Occupa illegittimamente un posto in Parlamento, essendoci una legge che impedisce ai titolari di concessioni pubbliche di essere eletti, per ovvia incompatibilità tra i due ruoli.
E fino a qui già basterebbe, ma aggiungo: Confalonieri ha dichiarato espressamente che il decreto Craxi come altri elementi della vicenda sono stati frutto di una trattativa politica, e siamo in tempi nei cuoi Berlusconi non era in Parlamento. Ma se le “combine” politiche andavano bene allora, perché ora non dovrebbero andare bene eventuali mosse politiche contro Berlusconi? O per dirla meglio: perché dobbiamo accettare che oltre ad essere stato un imprenditore sempre borderline tra l’ammissibile e l’illecito, debba fare anche il Premier?

Duemila anni fa Roma/Italia era il centro dell’impero, il centro del mondo. Ora tutte le volte che mi capita di uscir fuori dal nostro Paese, mi rendo conto che siamo diventati la periferia di quell’Impero che è oggi l’Europa.
Sono stato tre giorni in Svizzera a sciare ed il confronto su aspetti della vita quotidiana è quasi disarmante.

Carte di Credito
A Roma ho dovuto prenotare tre ore prima un taxi che avesse il pagamento con carta di credito. Alla stazione Termini, la più grande d’Europa, le sei edicole che sono a ridosso dei binari non hanno il POS per la carta di credito ed il bancomat. A Milano ho aspettare oltre mezz’ora un taxi che avesse il pagamento con carta di credito. Quando è arrivato, aveva il POS rotto e ci siamo dovuti rivedere per fare il pagamento. In un negozio di Milano mi hanno rifiutato la carta di credito perché la somma era inferiore ai dieci euro.
In Svizzera ho pagato con carta di credito anche dei cioccolatini da 3 franchi (circa 1,80 Euro) oltre ai giornali e al biglietto per l’autobus. I POS svizzeri ti consentivano di selezionare anche il pagamento in franchi o in Euro

Mobilità per disabili
Avevo con me un trolley grande, sci e scarponi, simulando una mobilità limitata, come quella di un disabile oppure come quella di un turista un po’ anziano che non può alzare le borse.
A Roma o a Milano è impossibile per un disabile prendere la metro, arrivare a Termini e salire sul treno, ci sono rampe di scale ad ogni stazione e, ove presenti, gli ascensori erano fermi.
In Svizzera un disabile può uscire dall’albergo, prendere l’autobus, prendere il treno e salire fino al Top of Europe a 3.500 metri senza problemi. Qui troverà bagni dedicati ed altri servizi specifici. In Svizzera una famiglia con un disabile può restare unita, facendo gite ed escursioni insieme.

Automobili
In Italia siamo abituati a parcheggiare l’auto, anche in terza fila, proprio davanti alla nostra destinazione. Altrimenti ci sentiamo male. Tutte le scappatoie sono buone, dal nascondere la targa ai varchi elettronici, alla falsa autorizzazione per disabili.
In Svizzera in alcuni paesi non entri proprio con le auto e nella maggior parte tutto il centro cittadino è limitato al traffico. Prendi l’autobus, prendi lo ski bus, prendi la bicicletta o…cammini, visto che siamo dotati anche di questa funzionalità.

Prezzi
In Italia paghi un caffè 1,20 in montagna, paghi una bottiglietta d’acqua 1,50 alla stazione, paghi una bottiglietta di the freddo 2,50 alla stazione o all’aeroporto. La Svizzera, che tutti immaginano notoriamente più cara, ha gli stessi prezzi se non inferiori. Ma a parità di prezzo, ti offrono più servizi.

Credo di poter interpretare la maggior parte degli appassionati dicendo che Wengen, ed in particolare la pista Lauberhorn dove si svolge la discesa libera di Coppa, rappresentano un sogno per tanti.
Ho avuto la fortuna di toccare con mano questo sogno e sono qui a raccontarvelo. Con una gita per un weekend lungo organizzata dallo sci club Oltreneve, siamo andati in Svizzera nel comprensorio di Wengen-Grinwald-Murren.

È il primo giorno della gita, il meteo non è ideale, le nubi basse impediscono al sole di dare quella visibilità perfetta che tutti sperano di avere sulle piste.
La mattinata vola via sulle piste di Grinwald, di ottimo livello. Salgo poi a Kl. Sheidegg per prender la seggiovia che porta direttamente all’inizio della pista…per chi non la conoscesse diciamo che è la più lunga della Coppa del Mondo, gli atleti arrivano stremati dopo due minuti e trenta di gara. Nel 2009 ha vinto lo svizzero Didier Defago in 2.31.98 ma vi raccontiamo tutto in un altro articolo.

Ovviamente il Lauberhorn non è in configurazione di gara: la prima discesa l’ho utilizzata per leggere tutti i cartelli che a bordo pista raccontano i passaggi più famosi.
Poco dopo la partenza troviamo le curve in contropendenza della Traversenshuss per arrivare velocemente al passaggio più noto, il salto dell’Hundshopf (testa di cane). Oggi al posto del salto ci sono delle reti, ma è impressionante la vicinanza con la roccia sulla sinistra ed il dislivello che crea un salto di circa 40/50 metri.
Molto spettacolare l’Hundshopf ma mi ha stupito di più quello che gli atleti fanno dopo il salto: un curvone pazzesco verso destra porta direttamente alla stradina stretta nella quale si entra a circa 100 Km/ora e che finisce con la famosa Kernen-S. Sono due curve sinistra-destra molto strette, fatte ad 80 Km/ora e dedicate allo svizzero Bruno Kernen che qui nel 1997 uscì andando a finire nelle reti. Al termine di queste due curve mozzafiato, si passa sotto Wasserstation tunnel sotto un piccolo viadotto della linea ferroviaria locale e si prosegue su un piano dove gli atleti cercano di avere una velocità di uscita elevata.
L’altro passaggio che mi ha sempre impressionato dalla televisione, mi ha sconvolto dal vivo: le due curve prima di arrivare all’ultimo salto che porta al traguardo. Sono due curve velocissime, con gli sci che vibrano ed il fiato corto dopo oltre due minuti di gara. Qui si giocano i centesimi che possono fare la differenza tra un podio ed una posizione di rincalzo.

Fantastico!!!! Ma proseguo nell’esplorazione: con una “anonima” seggiovia in tre minuti si sale all’inizio della pista dello slalom speciale, che si trova sulla destra (guardando da monte) di quella di discesa. È ovviamente molto più breve ma altrettanto spettacolare per l’ambientazione nella quale è immersa ma per alcuni passaggi tecnici di rilievo. Infatti in televisione mal si percepiscono due veri e propri “muri”, due dislivelli notevoli che identificano la pista ad un terzo e a due terzi del tracciato. Abbiamo provato la pista cinque volte e progressivamente abbiamo tentato di aumentare la velocità in quei due punti…vi posso assicurare che sono incredibili.

Il sogno non finisce qui: per chi vive la montagna le emozioni si ricreano e di sogni si continua a vivere.

Una cucina Berloni

Una cucina Berloni

Oggi ho visto per la prima volta il nuovo spot della Berloni, nota azienda produttrice di cucine.
Lo spot inizia con “dicono che c’è crisi…” e finisce con un’offerta: sconto del 33% sul prezzo di listino, TV LCD in regalo e finanziamento ad interessi zero per due anni.
Brava Berloni.
Lo dico sinceramente, perché è forse la prima occasione nella quale un’azienda parla apertamente della crisi economica e propone, ovviamente pro-domo sua, un correttivo.
Se questa crisi è vera e come dicono i politici “aggredisce l’economia reale”, chi vive nell’economia reale ha il dovere di proporre dei rimedi o delle soluzioni. Qualcuno pensa che sono degli spot per vendere di più? È giusto! Se il messaggio degli economisti è di non fermare il volano economico di acquisto, produzione, vendita…Berloni in questo caso non fa altro che trovare una leva per incentivare questo volano.
Forse tutti gli attori dell’economia reale, a partire dalle aziende per finire con le associazioni di commercianti ed imprenditori, dovrebbero parlare di meno e fare di più. È vero che sono questi i momenti nei quali si vede la creatività e si valuta la voglia di lavorare.

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