Al termine di ogni evento sportivo, in particolare una Olimpiade, si redigono i classici “pezzi” con il meglio o il peggio. In questa Olimpiade di Pechino la lotta tra l’atleta simbolo sembra stringersi tra Michael Phelps, nuotatore da otto medaglie d’oro e Usain Bolt, velocista con tre medaglie d’oro e tre record del mondo.
È difficile fare classifiche soprattutto con tanti avvenimenti di grande rilievo e tante storie così diverse fra loro, ma scrivo le mie impressioni e le motivazioni, come in un reality.

Michael Phelps
Per me l’atleta simbolo di queste Olimpiadi è senza dubbio Phelps perché le otto medaglie che ha conquistato sono la sintesi della costanza, del talento, della concentrazione, della resistenza alla pressione. E sono anche il riconoscimento ad un atleta che in troppi dimenticano essere già stato molto vincente in passato. Ha fatto tutto con una grande naturalezza, non ha imposto a nessuno la sua forza, ha saputo resistere agli attacchi in vasca ma anche arrendersi all’emozione sul podio.
Invece, per non far torto a nessuno, ad Usain Bolt riconosco la più grande prestazione atletica di sempre. Lui è giovane, appena esploso, è un talento, ma ancora non può essere un atleta simbolo, almeno per quello che sono i miei termini di paragone. Ma quello che ha fatto ha dell’incredibile ed ogni altro aggettivo sarebbe riduttivo.
Ma vorrei fare qualche altra citazione da podio.

Kobe Bryant
Kobe Bryant, probabilmente il miglior giocatore di basket del pianeta al momento, ha saputo dare una prova da grandissimo sportivo, andando a vedere tante altre discipline e conoscendo atleti di altri sport, rappresentando in modo estremamente visibile lo spirito olimpico.
Sono poi indimenticabili le parole della nostra Josefa Idem,
un vero esempio per tutti i giovani e per tutti coloro che vogliono fare sport, ma un esempio in generale di volontà e di correttezza.
Infine mi piace citare la ginnastica artistica, quella ritmica ed il nuoto sincronizzato. Sono sport purtroppo relegati ad orari improbabili in Tv che solo alle Olimpiadi riescono a farsi notare. Spesso sono ghettizzati facendo riferimento ad atlete-robot, senza sentimenti, che poco più che adolescenti sono dentro una palestra e fuori dal mondo. In questa Olimpiade invece abbiamo visto tante lacrime, tanti sorrisi, tante emozioni da parte di atlete che, inoltre, realizzavano esercizi dalla difficoltà inimmaginabile. Brave.






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