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o 37 anni e queste Olimpiadi mi hanno fatto scoprire quanto è bello parteggiare per dei “coetanei”. Infatti non è stata l’edizione delle bambine prodigio ma quella dei seniores d’assalto, che invece di passare per atleti incapaci di cambiare vita, diventano un esempio con prestazioni fantastiche e storie che lasciano un segno.

Dana Torres

Dana Torres

Partiamo da Dara Torres, nuotatrice americana che scende in vasca a 41 anni, con due divorzi alle spalle ed una prima medaglia d’oro che risale addirittura a Los Angeles 1984. Vince tre medaglie d’argento: una medaglia potrebbe essere un caso, due potrebbero essere coincidenze, ma tre sono tre.

Un’altra storia incredibile è quella della ginnasta Chusovitina, 33 anni. La sua storia è da libro cuore: suo figlio si ammala gravemente e per curarlo di trasferisce in Germania. Per ringraziare il paese che l’ha ospitata ed ha ridato la vita a suo figlio, chiede di poter cambiare nazionalità per gareggiare sotto la bandiera tedesca. Vince prima il campionato europeo, poi viene a Pechino e vince una medaglia d’argento nel volteggio, scontrandosi con ragazze molto più giovani e molto più elastiche.

Giovanna Trillini

Giovanna Trillini

Come non citare anche Giovanna Trillini, che vince la sua prima medaglia a Barcellona nel 1992, è la nostra portabandiera ad Atlanta nel 1996 e che annuncia il suo ritiro dopo le Olimpiadi di Pechino. Poco prima della finale a squadre per la medaglia di bronzo, decide di lasciare spazio alla compagna riserva, per dare anche a lei la ribalta internazionale.
Jean Curuchet, 43 anni, ciclista argentino, oro nella americana, un oro rincorso ben 24 anni, da quel Los Angeles 1984 che è stata la sua prima Olimpiade. Lui sicuramente chiude la carriera, come farlo in un modo migliore di questo?
Non ha vinto medaglie ma una citazione è d’obbligo per l’età e per la sua storia sportiva: Jeannie Longo, ciclista francese, dopo aver dominato per decenni il ciclismo ha sfiorato a Pechino una medaglia di bronzo nella cronometro. Non ha vinto, ma la sua presenza si è certamente sentita.

Josefa Idem

Josefa Idem

E poi come non citare la nostra Josefa Idem, canoista di 43 anni: a Los Angeles iniziò la sua carriera olimpica, a Barcellona l’ha spostata sotto la bandiera italiana, a Sidney ha conquistato il primo oro ed a Pechino è stata medaglia d’argento nel K1 500 metri.
Queste sono le storie alle quali mi sono appassionato, anche se di quarantenni d’assalto, anche medagliati, ce ne sono stati altri: la romena Georgescu nella canoa, il tiratore ucraino Sukhorukov, l’amazzone Mieko Yaki di 58 anni.

Al termine di ogni evento sportivo, in particolare una Olimpiade, si redigono i classici “pezzi” con il meglio o il peggio. In questa Olimpiade di Pechino la lotta tra l’atleta simbolo sembra stringersi tra Michael Phelps, nuotatore da otto medaglie d’oro e Usain Bolt, velocista con tre medaglie d’oro e tre record del mondo.
È difficile fare classifiche soprattutto con tanti avvenimenti di grande rilievo e tante storie così diverse fra loro, ma scrivo le mie impressioni e le motivazioni, come in un reality.

Michael Phelps

Michael Phelps

Per me l’atleta simbolo di queste Olimpiadi è senza dubbio Phelps perché le otto medaglie che ha conquistato sono la sintesi della costanza, del talento, della concentrazione, della resistenza alla pressione. E sono anche il riconoscimento ad un atleta che in troppi dimenticano essere già stato molto vincente in passato. Ha fatto tutto con una grande naturalezza, non ha imposto a nessuno la sua forza, ha saputo resistere agli attacchi in vasca ma anche arrendersi all’emozione sul podio.

Invece, per non far torto a nessuno, ad Usain Bolt riconosco la più grande prestazione atletica di sempre. Lui è giovane, appena esploso, è un talento, ma ancora non può essere un atleta simbolo, almeno per quello che sono i miei termini di paragone. Ma quello che ha fatto ha dell’incredibile ed ogni altro aggettivo sarebbe riduttivo.
Ma vorrei fare qualche altra citazione da podio.

Kobe Bryant

Kobe Bryant

Kobe Bryant, probabilmente il miglior giocatore di basket del pianeta al momento, ha saputo dare una prova da grandissimo sportivo, andando a vedere tante altre discipline e conoscendo atleti di altri sport, rappresentando in modo estremamente visibile lo spirito olimpico.
Sono poi indimenticabili le parole della nostra Josefa Idem,

un vero esempio per tutti i giovani e per tutti coloro che vogliono fare sport, ma un esempio in generale di volontà e di correttezza.

Infine mi piace citare la ginnastica artistica, quella ritmica ed il nuoto sincronizzato. Sono sport purtroppo relegati ad orari improbabili in Tv che solo alle Olimpiadi riescono a farsi notare. Spesso sono ghettizzati facendo riferimento ad atlete-robot, senza sentimenti, che poco più che adolescenti sono dentro una palestra e fuori dal mondo. In questa Olimpiade invece abbiamo visto tante lacrime, tanti sorrisi, tante emozioni da parte di atlete che, inoltre, realizzavano esercizi dalla difficoltà inimmaginabile. Brave.

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