L’8 luglio a Piazza Navona alla manifestazione organizzata contro gli ultimi interventi del Governo Berlusconi, io c’ero e sono contento di esserci stato.
Ci sono andato senza bandiere e senza galloni, per essere non contro qualcuno, ma a favore di qualcosa.
Cosa ho visto a Piazza Navona? Una piazza plurale, fatta di cittadini che provenienti da diverse convinzioni si sono riunioni per ascoltare, per tifare (giustamente) e per dimostrare.
Ho visto un palco sul quale si sono alternati filosofi, giornalisti, scrittori politici, comici, cantanti, con convinzioni diverse ed approcci diversi.
Forse questo pluralismo ha destabilizzato. Siamo così abituati a vedere in televisione programmi monolitici o a sentire in Parlamento interventi fotocopia, che sentire toni di voce differenti, vedere gestualità differenti, dover passare da un intervento comico ad uno strutturato, ha disorientato tutti.
Il disorientamento è stato innanzitutto proprio di chi ha promosso la manifestazione, con alcune precisazioni, con la voglia di prendere le distanze da alcuni interventi, che non ho ben capito.
Forse ancora più grave è il disorientamento dei media, scandalosamente falsi nei racconto della manifestazione, scandalosamente superficiali nelle analisi della stessa.
In questo Paese si persevera con la confusione dei ruoli: un ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, attaccò Marco Travaglio durante una puntata di Annozero, reo di essersi fatto pagare le vacanze da qualcuno, atto di nessuna rilevanza visto che Travaglio è un giornalista e non un politico, mentre mi sembra di non poca rilevanza che pochi giorni fa il Presidente della Camera Gianfranco Fini abbia passato dei momenti di relax a bordo del mega yacht di Marco Tronchetti Provera, che ha distrutto la Telecom ora costretta a licenziare.
In questa occasione, alcuni commenti hanno citato “Sabrina Guzzanti come esponente del centro-sinistra ha fatto delle battute gravissime su un ministro della Repubblica”.
Capisco che il livello della politica è così basso, ma la Guzzanti non è un portavoce, è una comica, che sarà stata forse un pochino sopra le righe, ma sempre un’attrice resta.
Agli attori il compito di enfatizzare alcuni aspetti tragici o comici del potere.
Ai giornalisti il compito di evidenziarli e denunciarli.
Alla politica, purtroppo, il compito di risolverli.



1 comment
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15 Luglio 2008 a 1:11 pm
Gianluca Poscente
Anche io sono conento e orgoglioso di esserci stato, a maggior ragione dopo le bordate mediatiche sparateci da Veltroni e i suoi scagnozzi.