Da alcuni anni gli esami di maturità sembrano diventati una scenetta da avanspettacolo. Passiamo sopra a tutti i trucchi messi in campo dai maturandi, sempre esistiti. Ma non possiamo passare sopra ai clamorosi errori nelle tracce dei temi, nei brani in lingua straniera o nelle versioni di latino e greco.
Quest’anno non una ma ben tre scenette da cabaret. Prima una traccia di italiano con una poesia di Montale mal interpretata, per la quale la protagonista era una donna, mentre la poesia era destinata ad uomo. Poi una versione di greco con un avverbio mancante che cambiava il senso di una frase. Poi una traccia di inglese piena di errori, forse copiata male dal Web…non dagli alunni, ma dal ministero.
Siamo all’incredibile. La task force che produce le prove di esame dovrebbe fare solo questo…e riesce a farlo male. Ma come vengono selezionati? Che capacità hanno? A questo punto non sarebbe meglio metterci degli studenti, che quantomeno sanno utilizzare il computer?
Ma anche se questa task force fosse fatta da tutti premi Nobel, possibile che non c’è nessuna forma di controllo sui contenuti e sulla forma di quello che producono?
Di questo passo, magari ci troveremo a vedere brani di Hitler attribuiti a Martin Luther King, o commenti su Waterloo come quelli del manager Tim.
Iniziamo forse a capire da dove attivano tutti i ciucci che ci sono in giro?


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