Guardo Annozero spesso, ma non posso dire di essere un fan di Santoro o di Travaglio.
Dopo la puntata di giovedi 8 maggio, mi sento di fare un secondo commento, a distanza di quello sulle polemiche successive alla puntata su V-day.
Parliamo di Santoro: ieri Annozero aveva come tema in generale la crisi della gioventù di oggi che poi sfocia in tremendi fatti di cronaca con pestaggi e rigurgiti neofascisti. In studio Donna Assunta Almirante, un nome pesante, parenti di vittime ed alcuni commentatori, con la Borromeo in collegamento da Verona.
Si può dire qualsiasi cosa su Santoro, ma certo non si può negare che è un giornalista di prima classe, perché raramente si è parlato in televisione di questo tema, con questo taglio narrativo e questi approfondimenti.
Passiamo ora a Travaglio: spesso lo paragono a D’Alema, hanno tutti e due quel fare un po’ saccente, un po’ sarcastico che da proprio sul culo. Ma anche per lui c’è una certezza: parla sui fatti, sui dati oggettivi, su cose che si possono facilmente riscontrare. È ovvio che magari cita solo quelli che gli servono per una supportare una sua teoria, ma sempre dati sono. Fine. Stop. Punto ed accapo.
Detto questo, da finanziatore della RAI attraverso il versamento del canone, credo che finestre come quella di Annozero possano solo che far bene, anche quando fanno discutere.


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