Vignette e CalderoliRicordiamo i fatti. Il 15 febbraio 2006, l’allora ministro Roberto Calderoli, durante una trasmissione televisiva ha mostrato una maglietta con una vignetta anti-islamica.
Ne seguirono reazioni durissime da parte dei popoli arabi, un’inchiesta della magistratura italiana e scontri a Bengasi con morti e feriti.

Qualche giorno fa, alla notizia che Calderoli avrebbe nuovamente avuto una posizione di rilievo all’interno del nuovo Governo Berlusconi, uno dei figli del leader libico Gheddafi, Saif El Islam, aveva parlato di “ripercussioni catastrofiche nelle relazioni tra l’Italia e la Libia qualora l’esponente leghista entrasse nel nuovo governo“. La Lega Araba ha invece stemperato questa posizione, ma non l’ha certo rinnegata.

TUTTO il nostro nuovissimo Parlamento si è affannato a contestare l’ingerenza della Libia e l’autonomia dello Stato italiano nel determinare i suoi organi istituzionali. Tutto corretto ma:

  1. se Condoleezza Rice, segretario di stato americano, si presentasse in tv con una maglietta con su scritto Italia=Mafia oppure Italiani=Cagoni, nessuno di noi avrebbe una qualche reazione?
  2. Come mai l’Italia deve essere libera di autodeterminare i suoi organi istituzionali, e poi segue l’America nel portare la democrazia in alcuni paesi, sovvertendo l’assetto che si sono dati e mettendo al governo personaggi di comodo?