Visto che si parla di informazione, di V-Day e di pluralità, vorrei ricordare a tutti la situazione de La7, canale che insieme a MTV forma il polo televisivo di proprietà di Telecom.
La7 da anni produce trasmissioni di qualità, di approfondimento giornalistico vero.
Si corre il rischio di vedere ridotte le ambizioni del canale, se non chiuso addirittura, perché non porta utili all’azienda.
Ma quale è il problema? È sempre la pubblicità.
Negli anni precedenti La7 avrebbe potuto intaccare il tesoretto che ogni anno si spartiscono Rai e Mediaset, facendo crescere la sua percentuale di ascolti. Ma Tronchetti Provera, a capo di Telecom, per non disturbare Berlusconi ha evitato accuratamente di capitalizzare La7 in modo da consentirgli la crescita.
Restando sotto una soglia di share, non riesce quindi ad incassare quanto dovrebbe per continuare a fare una televisione di qualità.
Chi ne parla di questo? Solo alcuni giornali, come recentemente Repubblica all’interno dell’inserto Affari&Finanza, o sabato 3 maggio Fabio Fazio intervistando Gad Lerner a Che tempo che fa.
Come possiamo non valutare quanto sta succedendo, come una dittatura dell’informazione? Vi rendete conto che si cerca l’eliminazione fisica anche di quei pochi che tentano di portare avanti un’idea differente?


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