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Il ballottaggio tra Alemanno e Rutelli è praticamente incentrato soltanto sul tema della sicurezza, rafforzato dagli ultimi episodi di violenza ed anche dal ritorno della Lega al governo.
Quando i politici parlano di sicurezza, fanno riferimento quasi esclusivamente alle aggressioni, o a sfondo sessuale, oppure a sfondo criminale (rapina, etc.). Sebbene siano due problemi gravissimi e non tollerabili nel 2008, ci sono altri due livelli di sicurezza che nessuno tiene in considerazione.
Il primo è latente in tutti noi, cioè l’insicurezza dell’altro. Se sono su un autobus e sono l’unico italiano, il mio inconscio potrebbe produrre pensieri del tipo “ma se mi sento male, come faccio a spiegarlo?” oppure “chi sono questi sconosciuti?”. Da qui scatta una insicurezza quasi cronica, dovuta alla non riconoscibilità di chi ci sta intorno.
Non si tratta di razzismo, credo sia un sistema di difesa implicito in ognuno di noi. Io l’ho provato una volta a Milano, ero in un ascensore della metro, unico italiano fra trenta persone.
Il secondo livello è l’insicurezza dettata dalla illegalità diffusa. Se mi rendo conto che per strada non ci sono regole, che chiunque può vendere qualcosa, che chiunque può fumare canne o drogarsi dentro una galleria, che chi non rispetta il codice della strada ed ammazza delle persone è fuori dopo due giorni, la mia insicurezza è totale. Perché mi rendo conto che le istituzioni non stanno proteggendo il mondo nel quale sono inserito.
Certo, per un politico è più facile dire “castriamo gli stupratori” oppure “raddoppiamo le pene” piuttosto che andare a vedere i fenomeni sociali che determinano l’insicurezza.





