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Ci sono anche questi ragazzi e la loro creatività. Bravi, bravi, bravi!
Esprimersi su vicende come quella del Tibet è difficile, perché si rischia di strumentalizzarle e si rischia di “adottarne” una e di lasciarne perdere un’altra. Proverei a fare una considerazione generale.
Questo mondo è radicalmente cambiato negli ultimi decenni ma questi cambiamenti non hanno mai seppellito gli errori commessi nel passato. Le varie guerre, politiche o di religione, e lo sviluppo economico hanno creato dei confini geografici che spesso non corrispondono ai confini che ogni popolo si vorrebbe dare. Medio Oriente, Balcani, Tibet, sono solo gli esempi più eclatanti di un movimento continuo che in alcuni casi riesce a trovare una soluzione pacifica, in altri invece crea lo scontro.
Credo che l’ONU, o qualche altro organismo mondiale, dovrebbe intervenire prima, ad esempio facendo una mappatura delle popolazioni e non delle nazioni, per capire se ci si deve aspettare dei conflitti in altre aree.
Io sono con il Tibet, sono con il Dalai Lama e sono con tutto quel popolo, come sarei per qualsiasi altro popolo che pacificamente evidenzi la stortura tra popolo-nazione.
Ma dico chiaramente NO AL BOICOTTAGGIO delle Olimpiadi per motivi semplicissimi.
Innanzitutto da amante dello sport sono dalla parte degli atleti, alcuni dei quali dedicano una vita intera solo per un sogno, che non è solo sportivo ma anche culturale. Se non ci fossero esempi del passato, come Wilma Rudolf alle Olimpiadi di Roma (20sima di 22 figli, poliomelitica), o speriamo del futuro, forse non avremmo un futuro.
No al boicottaggio perché ci si doveva pensare prima, al momento dell’assegnazione o anche due anni fa. La situazione della Cina e del mancato rispetto di qualsiasi diritto umano, è nota a tutto il mondo. Se ne parla a cinque mesi dall’evento?
No al boicottaggio perché qualora ci fosse ed i danni economici per la Cina fossero ingenti, potrebbe essere utilizzato come ulteriore motivazione alla soppressione del Tibet.
La notizia è incredibile: Putin ha propost a Bush un tunnel che colleghi la Russia all’America attraverso lo stretto di Bering, unendo la regione della Chukotka, nella parte più nord-orientale della Russia e l’Alaska. E Bush lo starà anche ad ascoltare.
Cento chilometri= 41 miliardi di dollari
Da Corriere.it “Secondo Putin questo tunnel permetterebbe all’Europa di trasportare merci e beni in America via terra, rendendo di fatto la Russia il fulcro del commercio internazionale“.
Con 41 miliardi di Euro:
- quante persone che muoiono di fame si salverebbero?
- quante economie represse nel terzo mondo si potrebbero sviluppare?
- quante malattie si potrebbero combattere?
Voi vi rendete conto questo mondo da chi è governato? Da folli che pensano di giocare a Risiko.
Ma no…attacco con tre dadi gli Urali. Meglio.





