Ieri, domenica 30 marzo 2008, è venuto a mancare un ragazzo che abitava nel mio palazzo.
Ci conoscevamo da bambini, era di qualche hanno più grande di me, giocavamo a pallone nella piazzetta sotto casa e andavamo in bicicletta insieme. Poi ognuno ha preso la sua strada, ognuno con le sue speranze, ognuno con le sue difficoltà.
Siamo cresciuti, ci siamo continuati ad incrociare entrando o uscendo dal palazzo, un “ciao” veloce qualche volta, uno scambio di battute sull’andare a correre o in bicicletta, un commento sul calcio.
Forse potevo fare di più, forse in queste situazioni tutti potrebbero fare di più. So solo che mi dispiace molto.
Ciao Claudio


2 comments
Comments feed for this article
1 Aprile 2008 a 10:55 am
Gianluca Poscente
Si può sempre fare di più, ma già fare qualcosa è molto. Un abbraccio.
1 Aprile 2008 a 2:32 pm
anna
Nel caso di Claudio,sai bene,ci siamo affiancati ad Angela ed alla mamma nel tentativo di aiutarlo al meglio. Claudio, in parte, è un’altra vittima di questa società in cui ci si riempie la bocca con termini quali: disabili,ammalati psichiatrici,anziani ecc. ma non si legifera nella maniera giusta. Le famiglie degli ammalati psichiatrici non sanno dove sbattere la testa!!! Angela (la sorella, per chi ci legge) prima ancora della disgrazia diceva che avrebbe voluto presentarsi alle elezioni per combattere veramente su questo fronte….Questa è la rabbia, oltre il dolore,di chi rimane. Un abbraccio