Se facciamo vedere la foto qui accanto a dieci persone, nove la identificano con Napoli.
Invece è sotto casa mia, ad Ostia, vicino a Roma. Incredibile? No, capita spesso, perché il problema della “mondezza” è in Campania un caso eclatante, ma non è isolato.
Sono arrabbiato con i napoletani (scherzo ovviamente). Sono arrabbiato con loro perché è così clamoroso quello che sta succedendo dalle loro parti che si stanno prendendo tutta la “ribalta” e l’Italia si accorgerà troppo tardi che nelle grandi città, quindi Roma e Milano principalmente, la situazione è simile se non peggiore.
Ma quali sono i veri motivi?
1. In tutto il mondo c’è una sovra-produzione di prodotti, di imballi, di confezioni, che non fa altro che generare una sovra-produzione di rifiuti e scarti
2. L’Italia NON ha la CULTURA del bene collettivo e quindi nessuno considera che c’è qualcosa che non è mio o tuo, ma nostro. I bambini vedono i genitori che abbassano il finestrino dell’auto e gettano per strada carta, pacchetti di sigaretta, lattine. Come possono crescere diversamente? Forse la scuola potrebbe fare qualcosa per prevenire e curare sin da subito futuri teppisti dell’ambiente;
3. l’Italia NON ha una CLASSE POLITICA veramente orientata al miglioramento della vita quotidiana dei cittadini. Ogni volta che parla un nostro politico, sembra che i problemi arrivino da Marte o da una serie di catastrofi naturali mentre invece sono semplici questioni di atteggiamento quotidiano;
4. non abbiamo delle LEGGI che tutelino realmente il perpretarsi di questo reato continuo, quindi non c’è nemmeno la possibilità di reprimerlo correttamente


3 comments
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31 Marzo 2008 a 1:04 pm
Gianluca Poscente
Carissimo,
le leggi ci sarebbero, ma i politici che dovrebbero farle rispettare sono i primi a violarle. La città è lorda di manifesti e volantini e sono pochi quelli che la rispettano.
In ogni caso, la situazione è destinata a peggiorare. Diamoci da fare, in qualche modo.
A presto.
31 Marzo 2008 a 11:03 pm
giammy
Le leggi che ci sono vedono solo l’aspetto formale, ma non quello sostanziale. Certo che ci dobbiamo dare da fare…ma il primo punto e’, come dice Saviano, parlare di queste cose. Chi ci specula sopra, vuole il silenzio
1 Aprile 2008 a 10:49 am
Gianluca Poscente
Giusto, già raccontare significa molto.Prendere coscienza del problema. Ma i nostri amministratori ci ascoltano? Ci leggono? temo di no..