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In questi mesi uno dei pochi hobby che mi ha fatto superare il pessimismo di cui sopra, è stato il “tiro alla mail“: prendi un indirizzo di posta elettronica di un personaggio famoso, ed inizi a scrivere, scrivere, scrivere.
Io mi sono dedicato a Clementao Mastellao, con l’intento di dargli tutti i suggerimenti che nessuno mi sembrava gli stesse dando: fai qualcosa di buono, stai dalla parte dei buoni, cioè lo Stato, cioè i magistrati, dai un senso al tuo ministero, non perdere tempo al Columbus Day a New York, e così via.
Avrei voluto aiutare nello stesso modo altri nobil uomini, come Cuffaro, ma non sono riuscito ad arrivare così in alto. Infine quando lessi che Berlusconi dava del bugiardo a Veltroni, cosa che peraltro potrebbe essere anche vera, avrei voluto ricordargli le circa 98 bugie riscontrate che lui ha rilasciato durante le testimonianze in tribunale.
Berlusconi, Mastella, Cuffaro. Sono l’altra faccia dello Stato, cioè non sono lo Stato.
In questi mesi ho avuto l’onore di leggere un piccolo libretto, scritto da una persona limpida, vero servitore dello Stato.
Vi prego, acquistatelo. Non fatevelo prestare, compratelo, costa poco.
La prova che è un vero servitore dello Stato, contrariamente ai nostri parlamentari, è proprio nella schiettezza e la semplicità con la quale ci racconta la quotidianità della macchina della giustizia, è il miglior servizio che un uomo di Stato possa fare.
Ho visto più volte quest’uomo aggredito e maltrattato in trasmissioni televisive, in particolar modo una puntata di Porta a Porta oscena, che dovrebbe essere visionata dall’Ordine dei Giornalisti per richiedere la radiazione di Bruno Vespa.
Parlo di Bruno Tinti, vice-procuratore a Torino.
Grazie Bruno.
Da un po’ ho abbandonato questo spazio di libertà. Potrei dire che ho tanti impegni, potrei dire che sono in una fase di passaggio del mio lavoro, ma la verità è un’altra.
Per la prima volta nella mia vita, sono diventato pessimista, spero temporaneamente.
Forse tutto è iniziato a novembre, quanto per un weekend di piacere sulla neve sono stato in Austria. Tornando in Italia, per la prima volta ho sentito un senso di disagio, di normale e disastroso arretramento. Tutto quello che sembrava logico in Austria, era un desiderio in Italia, dai pannelli solari su tutti i tetti delle case, hai ragazzi con i taxi collettivi il sabato sera.
Sembra banale, forse anche ridicolo, ma è stato così.
Da quel momento, costantemente preso per il culo anche dalla nostra classe politica, ho provato questo pessimismo assoluto: non contiamo nulla, qualsiasi cosa scriviamo, facciamo, “lottiamo“, resta lì…anzi viene spazzata via con il cambio del giorno sul calendario.
Sono passati alcuni mesi. Nei quali ho riflettuto: mi possono togliere anche questo? No.
Ed allora eccomi qui di nuovo.





